Monti
comincia a venire allo scoperto una volta e per tutte come politico. Era ora! E d'altronde è nel suo pieno diritto. Lo avesse fatto anche prima gliene saremmo stati
grati, visto che si è sempre trincerato dietro alla “maschera” del tecnico. Lo avesse
fatto e lo facesse senza fornire copioni agli intervistatori, beh, gliene saremmo ancora più grati, perché notiamo sempre di più che almeno in questo, qualcosa in comune con il suo predecessore ce l’ha: è molto aperto al
monologo. E sempre a proposito di gratitudine, un riconoscimento va, e in questo caso senza alcuna vena polemica, a Sergio Zavoli, che si è chiaramente espresso , pur senza farne il nome, contro l'invadenza televisiva del professore (anche in questo caso i paralleli con Berlusconi si sprecano).
Stenderò un
pietoso velo sull'espressione “silenziare” che mette a nudo tutta l’arroganza
del capo del governo uscente. A volte sono proprio i dettagli linguistici che rivelano
la vera natura di certi personaggi, nella fattispecie Monti, il quale pur
continuando ad avere l’aplomb del maggiordomo di un romanzo di Agatha Christie,
chiede proprio a Bersani di fare il suo maggiordomo. Perché dico questo? Beh,
Monti chiede a Bersani di liberarsi di Fassina, della CGIL e di Vendola. Ha
dunque ben ragione proprio Vendola, che durante la conferenza tenuta ieri ha definito quella di Monti “danza della morte”
ai danni del PD, e Vendola ha a mio avviso i suoi buoni motivi per usare un
termine così forte: Fassina è il responsabile del settore economia e lavoro del
PD (peraltro si è laureato proprio in quella Bocconi di cui Monti è presidente);
la Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL) è la maggiore
confederazione sindacale italiana, con più di 5 milioni e 750 000 iscritti (
Nacque nel 1944, dunque ben prima che Monti facesse il presidente del consiglio).
Vendola poi, è il principale alleato del PD, e porterebbe, stando ai sondaggi,
un 5\6 % di voti al centrosinistra. Il PD sarebbe davvero lo stesso se rinunciasse
a confrontarsi ancora con questi singoli e queste forze? Non credo. Monti lo sa
bene. Nondimeno offre a Bersani un posticino in fondo alla stalla. È inaccettabile
oltre che un grave peccato di presunzione.
A questo
punto mi chiedo: Bersani si è mai permesso di chiedere a Monti di
“silenziare” qualcuno? No, perché Bersani sa bene che Monti è un leader che i
cosiddetti mercati considerano affidabile ed è ancora uno dei pochi ad essere “ spendibile”
a livello internazionale. Eppure Bersani potrebbe permettersi quell' arroganza che non ha mai e poi mai sfoggiato. Perché? Perché Bersani è il leader
di un partito che i sondaggi danno fra il 29 e il 35 per cento, mentre Monti
con il suo non-partito e la sua non- lista ancora non risulta salire oltre il
15 per cento dei consensi, dunque? Dunque Monti la smettesse di avere lo stesso
atteggiamento del suo amico Casini, che come una tardona appena ancora piacente, cerca di sedurti senza preoccuparsi di guardarsi allo specchio. Perché
non esiste solo l’ Europa, ma anche quello che bolle di nuovo in pentola in
Italia, e il premier uscente ci deve fare i conti. In Italia il primo partito è
il PD e Monti dovrebbe averne rispetto, così come dovrebbe avere rispetto dei
lavoratori e non solo del suo idolo: Marchionne. Monti inoltre dovrebbe avere
più rispetto di un leader europeista come Vendola, e infine dovrebbe avere rispetto
del più grande e importante sindacato italiano.
Insomma: Monti
chiede a Bersani quella che Vendola ha definito “resa senza condizioni”. Io da
uomo di sinistra non ci sto e credo che sarà così anche per Bersani. Anche perché
Monti potrà avere i numeri in Europa per parlare così, ma servono i numeri
anche nel suo paese, non lo dimentichi. L’arroganza non paga.
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